Lettera aperta ai Vescovi Cattolici

Eccellenze reverendissime,

 

Di fronte alla ferita gravissima inferta alla Santa Chiesa il giorno del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore, mi permetto chiedere di riflettere su un suggerimento, nato anche da un contatto ormai prolungato con il mondo cosiddetto “tradizionale”.

È ormai evidente il pericolo gravissimo di confondere la difesa della tradizione cattolica con la negazione di verità fondamentali della fede cattolica, che mettono in gravissimo pericolo le anime

Sspecialmente esposte a questo pericolo le anime di coloro che, anche a causa di ferite gravi dovute ad abusi di ogni genere sul piano liturgico, dottrinale e morale, come reazione cercano nella traduzione soltanto la possibilità di non essere esposti costantemente a una continua confusione.

A volte i fedeli non riescono più a comprendere ciò che appartiene alla Chiesa e ciò che è contrario, tutto appare fluido.

Ma esiste un cammino molto facile per non permettere che queste anime cadano vittime di tante soluzioni “tradizionali” che negano il primato petrino, la validità dei sacramenti “ex opere operato”, la necessità di compiere il precetto domenicale frequentando la Santa Messa, la necessità di giurisdizione per un matrimonio canonicamente valido, e non solo ritualmente bello, così come per la confessione sacramentale, ecc.

Basterebbe permettere più capillarmente, magari in ogni diocesi, la celebrazione della Santa Messa secondo l’uso “antiquior”, in modo che i fedeli che lo vogliono possano accedervi, senza doversi rifugiare in gruppi settari autocefali, ma nella normalità della loro vita cattolica nel territorio diocesano.

La forza di tali gruppi (e sono molti) è proprio nella identificazione del nemico, per cui quanto più si sentono “perseguitati”, tanto meno vedono i problemi interni.

Ho una esperienza molto grande di questa realtà, e soprattutto di come molte volte le spiegazioni e le forzature non aiutano affatto, mentre la semplice possibilità di provare qualcosa di diverso cambia tutto.

Esistono istituti in piena comunione con Roma, di sana dottrina ed eccellente formazione umana e spirituale. Esistono anche molti sacerdoti diocesani, come me, che sarebbero felicissimi di servire così la Santa Chiesa e la salvezza delle anime. Bisogna solo che i vescovi lo vogliano.

Oggi è il primo sabato del mese, mi trovo a Fátima, il Cuore Immacolato di Maria possa aiutarvi a vedere la bontà di questa proposta.

Chiedo umilmente la vostra benedizione!

Don Francesco d’Erasmo,

Sacerdote cattolico

Fátima, 4 luglio 2026.

 

 




Seguimi anche su Telegram.

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn